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Un progetto biennale di formazione dei docenti, allestimento di aule didattiche con “macchine matematiche” nelle Province della Regione Emilia-Romagna. Laboratori e lezioni al museo per una didattica che solleciti la “meraviglia” degli studenti.
Il Progetto, che si inquadra nelle finalità e nelle direttrici di intervento elaborate dal Gruppo di lavoro nazionale per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica, si compone di due linee di azione:
La prima azione riguarda la costituzione di laboratori di matematica nelle province dell’Emilia-Romagna, sul modello del Laboratorio delle Macchine Matematiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia, rivolti agli studenti del primo e secondo ciclo: la modalità laboratoriale è infatti elemento fondamentale per tutte le discipline dell’area matematico-scientifico-tecnologica, soprattutto operando attraverso il ricorso a:
Tutti gli strumenti di cui sopra – per essere efficaci – devono trovare docenti in grado di seguire gli allievi nella consapevolezza al loro utilizzo e di approntare le strategie didattiche adeguate alla loro implementazione.
L’obiettivo consiste nella realizzazione di alcune sperimentazioni mirate, sull’idea del Laboratorio di Matematica, rivolte alle scuole del primo e secondo ciclo (scuola primaria e scuole secondarie di primo e secondo grado), con il coinvolgimento dei Centri di Educazione Educativa, per favorire la diffusione sul territorio e la disponibilità di uno spazio accessibile a diverse scuole. A tale fine ci si è proposti di operare oltre che su Modena, con laboratori localizzati in altri punti della Regione –Piacenza, Rimini, Bologna e Ravenna– lungo una linea ideale di collegamento territoriale.
Fra le attività specifiche è prioritaria la formazione dei formatori, cui far seguire la formazione degli insegnanti sperimentatori, per mettere in evidenza le relazioni tra gli strumenti “artefatti” e le strategie didattiche con cui l’insegnante può favorire la transizione dai primi testi prodotti dagli allievi a testi matematici.
Si intende inoltre suggerire la possibilità di costruire con materiali di recupero (anche con intento educativo alla lotta agli sprechi ed al contenimento dei costi), copie degli artefatti, da utilizzare individualmente nelle classi per analizzare le caratteristiche essenziali dell’artefatto, che devono essere mantenute nella costruzione delle loro copie multiple.
La seconda linea di azione, sempre al fine di avvicinare a scienze e tecnologia gli studenti, per innalzarne competenze ed attitudini, ha l’obiettivo di arricchire la gamma di risorse ed opportunità disponibili sul territorio regionale, con il coinvolgimento delle strutture museali, espositive, collezionistiche e laboratoriali, i luoghi cioè che possono sollecitare la “meraviglia degli studenti, attraverso l’esposizione ai loro sensi – tatto, vista, gusto, olfatto, udito – dei loro contenuti, oggetti, produzioni.
Le specifiche attività sono:
La realizzazione del Progetto Scienze e Tecnologie è impostato in modo interistituzionale, secondo le stesse modalità seguite per il Progetto regionale Musica, ovvero a partire dal partenariato – sancito con Intesa del 22 luglio 2008 – tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale e ANSAS (ex Nucleo IRRE ER).